domenica 15 novembre 2009

LA MISERICORDIA DI SRILA RUPA GOSVAMI


Tridandisvami Sri Srimad Bhaktivedanta Narayana Gosvami Maharaja

LA MISERICORDIA DI SRILA RUPA GOSVAMI
Rupa-Sanatana Gaudiya Math,
Vrndavana- India, 6 Agosto 1998

Nei passatempi di Krsna Srila Rupa Gosvami è Srila Rupa-manjari, una
servitrice speciale di Srimati Radhika. Rupa Manjari serve sempre
Srimati Radhika, ed è sempre dalla Sua parte. Se Krsna le ordina di
fare qualcosa, lei non ha timore di disobbedire, perchè facendolo darà
molto piacere a Krsna. Tra tutte le servitrici di Srimati Radhika,
inclusa Rati-manjari (Raghunath das Gosvami) e Lavanga-manjari
(Sanatana Gosvami), lei è la più importante. Ananga-manjari, la sorella
minore di Radhika, è una sua cara amica.

Poichè Rupa Manjari è la servitrice principale di Srimati Radhika e
vive sempre con Lei, è a conoscenza di alcune cose che neppure le sakhi
più intime di Radhika come Lalita, Visakha e Tungavidya conoscono. Per
sua misericordia incondizionata lei è apparsa come Srila Rupa Gosvami,
l'associato di Mahaprabhu.

Tutti gli associati di Krsna quando c'è occasione di parlare sugli
scambi trascendentali di amore con Krsna si fingono muti. Loro gustano
personalmente i passatempi di Krsna, ma non possono parlare della loro
esperienza. Anche Radhika non dice nulla di quello che Lei Stessa prova
quando incontra Krsna. A volte, il mattino presto, Syamala va a trovare
Radhika e le chiede: ''Voglio ascoltare qualcosa da Te. Voglio fare il
bagno nell'ascolare la Tua Krsna-katha; voglio sentire com'è stato
l'incontro con Krsna la scorsa notte.'' Srimati Radhika risponde: ''Non
mi ricordo. Sono andata sul luogo dell'appuntamento, l'ho visto e sono
svenuta immediatamente; non ricordo nulla di cosa è accaduto dopo.''

Se Candravali chiedesse la stessa cosa, le sakhi di Radhika
riferirebbero esattamente l'opposto di ciò che è accaduto. Loro non
riferiscono gli eventi che hanno preso luogo. Quando si pone questa
domanda, tutti sembrano muti. Neppure Lalita e Visakha lo diranno,
neppure Krsna direbbe cosa accade durante gli incontri. Loro gustano i
passatempi insieme, ma non li raccontano ad altri.

Caitanya Mahaprabhu ha detto:

na prema-gandho ’sti darapi me harau
krandami saubhagya bharam prakasitum
vamsi vilasy anana lokanam vina
bibhrami yat prana patangakan vrtha
(Caitanya-caritamrta, Madhya-lila 2.45)

(Miei cari amici, nel mio cuore non c'è la minima traccia di prema.
Quando mi vedete piangere in separazione, sto soltando esibendo in modo
falso, la mia grande fortuna. Pur non vedendo il meraviglioso viso di
Krsna che suona il flauto, continuo a vivere la mia vita come un
insetto, senza alcuno scopo.)

Mahaprabhu dice: ''Non ho nessuna traccia di prema'', quindi anche lui
è muto.

Durante la conversazione tra Raya Ramananda e Mahaprabhu
(Ramananda-samvada), Raya Ramananda, che è Visakha sakhi nei
krsna-lila, non rivelò quasi nulla. Si limitava semplicemente a
rispondere alle domande di Sri Caitanya Mahaprabhu, una dopo l'altra.
Quando Mahaprabhu istruì Srila Sanatana Gosvami (Sanatana-siksa), che
cosa disse? Non parlò mai dei passatempi confidenziali di Sri Sri
Radha e Krsna, e non rivelò neppure il modo in cui le gopi Li servono.

Che cosa rivelò invece a Srila Rupa Gosvami? Non gli disse quasi nulla
a questo riguardo. Alla fine ordinò a Srila Rupa Gosvami di rivelare
tutto ciò che Lui stesso non poteva dire.

Anche Rupa Manjari non può dire nulla. Solo Rupa Gosvami può dire tutto.

Srila Rupa Gosvami è molto intelligente ed esperto. Ha descritto come
serve personalmente Srimati Radhika nella sua forma di Rupa-manjari.
Per esempio, vede che Radhika si rivolge a lei dicendo: ''Mia cara
sakhi, per favore stai in piedi davanti alla porta del kunja e non
permettere a nessuno di venire da Me, specialmente quella persona nera
(Krsna). Non deve venire qui. Potrebbe presentarsi travestito da
ragazza; il Suo amico Subala è molto esperto e potrebbe vestirlo come
un'incantevole gopi. Se ciò accadrà, sappi per certo che è Lui.''

Srila Rupa Gosvami vede tutto questo: ''Srimati Radhika mi ha ordinato
di fare questo, e ora starò qui alla porta del kunja. Quando Krsna
verrà travestito da ragazza, Lo punirò per il Suo cattivo comportamento
con Srimati Radhika e non Lo farò entrare. Quando giungerà il giorno in
cui potrò svolgere questo servizio?''

Lui ci sta descrivendo cosa ha visto: con la forma di Rupa-manjari sta
servendo Krsna e Radhika. Lui obbedisce agli ordini di Radhika e ferma
Krsna all'ingresso del kunja. Vede anche che Krsna è molto compiaciuto,
che implora di poter avere il permesso di entrare nel kunja di Radhika
e che pone la testa ai suoi piedi (di Rupa-manjari) per riceverne la
misericordia.

Srila Rupa Gosvami è molto furbo. Ha scritto tutte le sue preghiere
come se non avesse ancora provato il frutto di quelle preghiere.
Nonostante abbia direttamente sperimentato il servizio personale a
Radhika, ha scritto le preghiere come se non l'avesse mai provato; lo
ha fatto per noi. Quello che lui provava con la sua forma eterna, con
furbizia lo ha condiviso con noi tramite queste preghiere.

Rupa Gosvami ha avuto personalmente il darshan di Radha e Krsna, ma per
i sadhaka sinceri e autentici ha composto questa preghiera:
“Gandharvika Prarthan-astakam”:

vrndavane viharator iha keli kunje
matta dvipa pravara kautuka vibhramena
sandarsayasva yuvayor vadanaravinda
dvandvam vidhehi mayi devi krpam prasida (1)

(O Devi Radhike! Tu e Krsna gioite costantemente dei Vostri dolcissimi
passatempi d'amore nei verdeggianti boschetti del piacere a Vrndavana,
proprio come il re degli elefanti intossicato gioca con la sua regina
elefantessa. O Gandharvike! Sii compiaciuta con me e concedimi
misericordiosamente il darsana del Tuo volto di loto e quello del Tuo
amato Krsna.)

Srila Rupa Gosvami ci sta insegnando dandoci il suo esempio, di come un
rupanuga Vaisnava prega Srimati Radhika. Quelli che vogliono seguirlo
non fingono mai di aver ottenuto gli ekadasa-bhava (gopi-bhava o
manjari-bhava). Coloro che fingono di aver già raggiunto quel livello
ma in realtà non lo hanno ottenuto, sono pazzi; non hanno alcun senso.
Dobbiamo sempre pregare come faceva Srila Rupa Gosvami. In questo modo
con la misericordia delle gopi e quella di Srimati Radhika, possiamo
realizzare tutte le verità nascoste nelle preghiere di Srila Rupa
Gosvami. Srimati Radhika concederà questa realizzazione. Sarà
immediatamente compiaciuta e le concederà di servirla.

Srila Rupa Gosvami c'insegna come pregare: Vrndavane viharator iha- Oh,
quando verrà quel giorno? O mia cara Srimati Radhika-devi, sei molto
misericordiosa, perciò sii compiaciuta con me. Per favore elargisci la
Tua misericordia su di me.''

Quando pronunciamo questo verso dobbiamo piangere; non dobbiamo
cantarlo e ripeterlo come farebbe un pappagallo. Dobbiamo essere da
soli e piangere col cuore sciolto per far si che anche il cuore di
Radhika si sciolga. Se il cuore non si scioglie quando preghiamo,
allora il cuore di Radhika, di Krsna, di Mahaprabhu e di Gurudeva non
si scioglieranno per noi.

Se vedono che abbiamo ancora molti desideri materiali, non daranno la
loro misericordia. Perciò dobbiamo dirigere la nostra devozione
esclusivamente su un punto e pensare solo: ''Voglio il servizio a
Srimati Radhika. Tavaivasmi, tavaivasmi, na jivami tvayi vina, iti
vijnaya radhe tvam naya mam caranantike – O Radha, non posso vivere
senza di Te, perciò sii misericordiosa con me. Se non sarai
misericordiosa, non potrò più restare in vita; morirò subito.'' E di
certo lascerò il corpo.

Srimati Radhika non si manifesterà di certo a chi non prova di morire
senza la Sua misericordia. Lei osserverà: ''Sta davvero provando il
sentimento che senza di Me morirà, oppure lo sta solo dicendo?''

Ci deve essere un senso di possesso verso Srimati Radhika. Poi, grazie
alla misericordia di Gurudeva, potremo ottenere una piccola frazione
della Sua misericordia. Se coltiviamo molti desideri mondani, allora
Gurudeva, Radhika e i Vaisnava non ascolteranno le nostre preghiere.
Quando desidereremo solo la misericordia di Radhika, allora ci
ascolteranno e concederanno la loro piena misericordia.

Nel verso che abbiamo citato, Srila Rupa Gosvami prega di poter
ottenere il servizio a Radhika e Krsna mentre compiono i loro
passatempi amorosi nei keli-kunja di Vraja: a Bhandiravana, Nandagaon,
Varsana e specialmente al Radha-kunda. La parola keli in questo verso
si riferisce ai passatempi amorosi tra Radha e Krsna, e la parola kunja
nel contesto si riferisce ai cespugli nascosti nei quali sono assorti a
giocare come elefanti pazzi (matta dvipa). Inoltre Rupa Gosvami prega
di servirLi quando sono a Vrndavana. Lui dice: ''O miei cari
Radha-Krsna, quando verrà il giorno in cui vedrò i Vostri piedi di
loto?''

In un altro punto di questa composizione Rupa Gosvami prega Radhika con
queste parole: ''Ah Devi, kaku-bhara gadgadayadya vaca – O Devi,
Radhika, desidero che il mio cuore si sciolga, ma ciò non accade perchè
è pieno di anartha (pensieri e abitudini indesiderate), specialmente
hrdaya-durbalya, asat-trsna, svarupa-bhrama, e le aparadha. Noi tutti
siamo costretti a compiere queste offese. Non possiamo dare rispetto
appropriato ai Vaisnava, e non riusciamo a seguire i loro ordini.
Quindi, anche se Radha e Krsna, Mahaprabhu, e il Guru e i Vaisnava
vogliono darci la loro misericordia, non possiamo riceverla perchè
siamo squalificati.

Nel verso che comincia con le parole: ''Ah Devi kaku-bhara'', Rupa
Gosvami prega: ''Piango amaramente. Mi rotolo a terra e prego ai Tuoi
piedi di loto. Nonostante sia caduto e pieno di anartha, mi considero
Tuo. Non sono qualificato, so di possedere molte mentalità non
desiderabili; è tutto vero, ma io so che solo Tu sei mia. O Gandharvika
(Radhika), ti supplico di scrivere il mio nome nel registro delle Tue
servitrici. Ti prego, ricordati qualche volta, che io sono solo Tua, la
Tua cara servitrice.''

Se Radhika ascolterà queste preghiere espresse dal profondo del cuore,
le si scioglierà il cuore e concederà la misericordia.

Srila Rupa Gosvami ha scritto con molta competenza preghiere come
questa, sature di passatempi di Krsna. Lui è Rupa-manjari, una
prominente associata nitya-siddha di Radha e Krsna, ma con la forma di
sadhaka ci sta spiegando i passatempi e il processo per comprenderli ed
entrarvi, così da poter ricevere un aiuto. Questa è la sua
misericordia.

syame! rama-ramana-sundarata-varistha
saundarya mohita samasta jagaj janasya
syamasya vama bhuja baddha tanum kadaham
tvam indira virala rupa bharama bhajami (3)

(O Syame! Il Tuo maestro è ancor più affascinante del Signore Narayana,
e la sua bellezza incanta l'intera creazione. Tu sei al Suo lato
sinistro, abbracciata al Suo braccio, e la Tua bellezza non può essere
eguagliata neppure da Laksmi-devi. Quando adorerò appropriatamente la
Tua bellezza?)

''Tu sei bellissima, più bella di Krsna, di Laksmi devi e di tutte le
Laksmi di Dvaraka. Sei più bella di Candravali, Lalita, Visakha, e di
tutte le altre gopi. Sri Krsna è più bello di Rama-ramana (Narayana), e
può incantare tutte le incarnazioni, incluso Rama e Narayana. Quando
verrà il giorno in cui vedrò Krsna abbracciarTi, mentre Tu cerchi di
liberarTi dal Suo abbraccio? Sarò abbastanza fortunato da vedere tutto
ciò?''

Queste sono alcune delle preghiere di Srila Rupa Gosvami, egli che è
molto esperto nell'insegnarci come un vero vaisnava rupanuga può
sviluppare gradualmente la sua bhakti, assorbirsi nei passatempi di
Radha e Krsna e infine entrare in quei passatempi. Quando queste
preghiere vengono costantemente offerte, senza desideri per il nostro
corpo o la nostra mente, senza desiderare neppure Vaikuntha, ma solo
col desiderio di impegnarci nel servizio a Radhika, allora questo si
chiamerà rupanuga-bhajana.

Dobbiamo cercare di seguire Rupa Gosvami come i nostri precedenti
acarya hanno fatto. Tutti i nostri acarya (maestri spirituali), a
partire da Raghunath das Gosvami, Jiva Gosvami, Krsnadasa Kaviraja
Gosvami, Narottama dasa Thakura, Visvanatha Cakravarti Thakura, fino a
Srila Prabhupada Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura sono suoi puri
servitori: sono tutti rupanuga.

Dobbiamo conoscere il significato di Rupanuga. Quelli che hanno un
forte desiderio di servire solo Srimati Radhika sono rupanuga e possono
comprendere qualcosa della misericordia di Rupa Gosvami, senza la quale
non si può comprendere la sua gloria. Possiamo sapere qualcosa delle
glorie di Rupa Gosvami per la misericordia di Raghunath das Gosvami,
Jiva Gosvami, Narottama dasa Thakura, e giungere fino a Srila
Prabhupada e al nostro Gurudeva. E' assolutamente imperativo capire
come ottenere la sua misericordia, ed essere consapevoli del grande
debito che abbiamo verso di lui. Se non abbiamo gusto e desiderio per
queste cose, non saremo in grado di capire.

Dobbiamo tentare di associarci con i rasika Vaisnava, quelli che hanno
gustato i sentimenti elevati in relazione a Radhika, e poi potremo
avanzare nella bhakti. Cercate di seguire gli insegnamenti
dell'Upadesamrta di Rupa Gosvami: quelli che non l'hanno letta e non la
seguono, non potranno capire Rupa Gosvami. Dopo aver compreso e seguito
l'Upadesamrta, dobbiamo leggere, capire e seguire il Manah-siksa. Così
sapremo qualcosa della sua gloria e della sua misericordia.

Ramachandra dasa di Delhi: Noi possiamo pronunciare preghiere come
queste?

Srila Narayana Maharaja: Se hai gusto e desiderio lo puoi fare,
altrimenti è meglio non toccarle.

Ramachandra dasa: Non dobbiamo leggere i passatempi, ma sotto forma di
preghiere va bene?

Srila Narayana Maharaja: Se qualcuno ha desiderio per quel tipo di
preghiere, ascoltando e seguendo un maestro autentico, un rupanuga-guru
Vaisnava, allora quel devoto potrà leggere e pregare. Quelli che sono
pieni di desideri e pensano: ''Oh, stare insieme a ragazze o ragazzi è
molto buono'', non hanno le qualifiche per questo. I devoti che
ascoltando le istruzioni dei libri di Rupa Gosvami, della Caitanya
Caritamrta e del Bhagavatam, e che manifestano un forte desiderio nel
cuore, sono qualificati a sapere tutte queste verità e possono pregare
in questo modo. Anche se qualcuno vorrebbe impedirglielo, loro lo
faranno lo stesso. Viceversa quelli che non hanno le qualifiche, anche
insistendo, non lo faranno.

Gaura-premanande!
Sri Rupa Gosvami ki jaya!

tratto dalla M.L. dell'"avgv@yahoogroups.com"

venerdì 2 ottobre 2009

Per scelta o per caso


[Kamala-kanta dasa:] Srila Gurudeva, negli ultimi due anni alcuni dei
tuoi discepoli si sono suicidati. Qual è la loro destinazione? Qual è
il loro futuro?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Loro non credono in Dio. Sono come
i karmi che devono godere o soffrire dei frutti delle loro attività
materiali. Chi crede in Krsna non farebbe mai questo. Krsna ci ha dato
questa vita per compiere il bhajana. Se una persona in un qualche modo
ottiene un guru autentico ed una buona associazione ma poi non
approfitta di questa opportunità e si uccide, riceverà una reazione più
severa di quella persona che si suicida senza aver avuto tale contatto.

[Sripad Sajjana Maharaja:] Questo è il caso di Chota Haridasa?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Questo non è applicabile nel suo
caso.

[Sripad Madhava Maharaja:] Madhuvrata prabhu ha una domanda. Quando le
jive vengono per la prima volta in questo mondo dallo sguardo di
Karanodakasayi Visnu, possono ottenere sia un corpo umano che uno non
umano?

La domanda è questa: nelle specie umane uno esegue attività materiali e
dovrà soffrire o gioire dei frutti del suo lavoro. Gli esseri umani
eseguono attività karmiche ma altre specie no. Le altre specie
subiscono solamente i risultati delle loro azioni karmiche precedenti
(delle azioni karmiche che hanno eseguito quando si trovavano in
precedenti forme umane). Questo significa che tutte le jive nascono in
questo mondo la prima volta con la forma umana e poi, a causa del loro
karma, ricevono un corpo in altre specie di vita?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] No, non è questa la regola. Questa
cosa dipende da Krsna. In accordo all'intensità del desiderio della
jiva di gioire in questo mondo, lei ottiene un corpo adatto. Dipende da
questo. Se la jiva ha un grande desiderio di godere, nascerà nelle
specie animali. Se il suo desiderio è intermedio allora nascerà come
essere umano. La jiva appare in differenti specie in accordo al volere
di Krsna ed anche in accordo all'intensità del proprio desiderio di
godimento.

[Madhuvrata dasa:] Lei non ha karma a questo punto?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Lei non ha karma a questo punto ma
ha l’indipendenza. Inoltre l’indipendenza non è tutta uguale; c’è una
gradazione. Alcuni desiderano una piccola indipendenza ed altri ne
desiderano una totale.

[Raghunatha Bhatta dasa:] Ieri hai descritto di come le entità viventi
dalla tatastha-sakti cadono in questo mondo materiale. [Nota 1] Hai
fatto l’analogia dei semi di mostarda che cadono sulla lama affilata di
un coltello e poi cadono su un lato o l’altro del coltello. Tu hai
detto che la jiva può rivolgere il suo sguardo sia sul mondo materiale
che su quello spirituale. Vorrei capire se questo accade a causa della
nostra piccola indipendenza o è per caso.

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Prima viene l’indipendenza e poi il
caso fortuito. Senza indipendenza come può la jiva rivolgere il suo
sguardo verso yogamaya (la potenza interna superiore di Krsna) o verso
mahamaya (la Sua potenza esterna)? Perciò prima c’è l’indipendenza e
dopo di ciò, dove lei cade viene la seconda.

[Vrndavana dasa:] Ma è una scelta Srila Gurudeva? La jiva è
responsabile vero?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Si, lei ha indipendenza e Krsna non
interferisce mai con questo. C’è un’analogia. Nel governo c’è un
magistrato in ogni distretto. Se fate qualcosa di buono, per il
beneficio della gente, sarete ricompensati da lui. Se invece commettete
un crimine sarete puniti. Nonostante ciò, ci sono alcune persone che
pur sapendo che saranno punite o persino condannate a morte,
commetteranno crimini. Ci sono così tanti criminali che vanno in
prigione e che, quando escono di prigione, commettono nuovamente
crimini, questo perché a loro piace stare in prigione. Le jive sono
così.

[Govinda dasa:] Srila Gurudeva, nella passeggiata mattutina di ieri hai
citato un’affermazione di Srila Rupa Gosvami in cui si dice che uno
deve ricordare e meditare su Radha e Krsna. D’altro canto, la predica
del Signore Nityananda dice: “Bhaja gauranga, kaha gauranga, laha
gauranga nama re (adora Gauranga, glorifica Gauranga e canta il nome di
Gauranga.” Come possiamo riconciliare questo?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Dovete seguire Nityananda Prabhu
perché Lui è venuto per darci un ulteriore aiuto. Lui è akhanda
guru-tattva, l’indivisibile principio del guru.

Qualunque cosa conosciamo è per la misericordia di Sri Caitanya
Mahaprabhu. Anche qualunque cosa Srila Rupa Gosvami conosceva veniva
dalle istruzioni di Caitanya Mahaprabhu. Prima bisogna meditare su
Gauracandra (Sri Caitanya Mahaprabhu) considerandolo come il proprio
Gurudeva, come Srila Raghunatha dasa Gosvami ha affermato nel Suo
Manah-siksa (verso 2):

na dharmam nadharmam sruti-gana-niruktam kila kuru
vraje radha-krsna-pracura-paricaryam iha tanu
saci-sunum nandisvara-pati-sutatve guru-varam
mukunda-presthatve smara param ajasram nanu manah

[“Mia cara mente, per favore non eseguire le attività religiose
prescritte nei Veda nè quelle irreligiose proibite da queste scritture.
La conclusione finale dell’intera letteratura vedica è che la Coppia
Divina, Sri Sri Radha Krsna, è l’oggetto supremo di adorazione e che il
servizio d’amore a Loro rivolto è, tra tutte, l’esperienza più gustosa.
Perciò, o mente, impegna pienamente te stessa nel servirLi con amore e
devozione. Medita sempre su Sri Caitanya Mahaprabhu, il figlio di Sri
Saci-mata, sapendo che Lui è del tutto identico a Sri Krsna, il figlio
di Maharaja Nanda. Cara mente, medita anche su Sri Guru che è il più
caro devoto di Sri Mukunda Krsna.”]

Noi dobbiamo pensare che Sri Caitanya Mahaprabhu è jagad-guru (il guru
dell’intero universo) e che è venuto per distribuire un qualcosa di
molto prezioso che non era mai stato distribuito prima. Come guru
insegnò a Srila Rupa Gosvami, Srila Sanatana Gosvami, Sri Tapana Misra,
Sri Sarvabhauma Bhattacarya, Sri Raya Ramananda e a molti altri.
Dobbiamo seguire le stesse istruzioni che sono state date a loro. Lui
disse loro di cantare Hare Krsna, Hare Krsna e di ricordare sempre
Krsna. Seguendo i Suoi ordini ogni cosa sarà riconciliata.

[Devanananda dasa:] Questo è mio fratello dal Sud Carolina. Lui studia
legge.

[Srila Narayana Gosvami Maharaja (al fratello):] Molto bene. Diventa un
puro devoto e sii felice per sempre.

[Mahibharata dasa:] Srila Gurudeva, prima dell’apparizione di
Mahaprabhu cinquecento anni fa, Lui manifestò la Sua forma a molti
devoti, come Sri Ramanuja e Sri Visnusvami. A quel tempo apparve loro
come un sannyasi o nella Sua forma di Navadvipa?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Lui apparve nella Sua forma di
Navadvipa. Questa è la Sua forma eterna, proprio come la forma eterna
di Sri Krsna è quella piena di rasa, la forma simile a quella umana di
Sri Vrajendra-nandana, il figlio di Nada Maharaja a Vrndavana. In
quella forma Krsna suona un flauto e tiene in mano un bastone. In
questa forma eterna ed in altre Sue forme, Lui viene in questo mondo e
manifesta vari dolci passatempi.

La forma di Sri Caitanya Mahaprabhu a Navadvipa è la Sua forma eterna.
Varie personalità, come Sri Ramanuja, Brahma, Indra, Markandeya Rsi, la
mucca saurabhi a Godruma e Suvarna Sena Maharaja videro quello stesso
Caitanya Mahaprabhu eseguire il kirtana Hare Krsna, Hare Krsna.

[Venu-gopala dasa:] Nel Jaiva-dharma è detto che quando Krsna Si situa
nella tatastha-sakti, Lui manifesta la jiva. Cosa significa questo?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] In quel momento in Lui è presente
solo la Sua tatastha-sakti. Questo significa che Lui ha in qualche modo
nascosto la Sua cit-sakti (potenza trascendentale), la Sua
hladini-sakti (potenza spirituale di piacere) e tutte le altre sakti
(potenze). Quando tutte le altre sakti sono nascoste, allora la jiva si
manifesta.

jivera `svarupa' haya-krsnera `nitya-dasa'
krsnera `tatastha-sakti' `bhedabheda-prakasa'

[“La posizione costituzionale dell’entità vivente è di essere un'eterna
servitrice di Krsna essendo la Sua energia marginale ed una
manifestazione simultaneamente uguale e differente dal Signore, come
una particella atomica del raggio solare o una scintilla nel fuoco.
Krsna ha tre tipi di energie.” (Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila
20.108)]

Il capo della tatastha-sakti è Baladeva Prabhu. Questo significa che
anche Karanodakasayi Visnu (che manifesta le innumerevoli jive) si è
manifestato da Maha-Sankarsana (il Signore Narayana), che a sua volta
si è manifestato da Baladeva.

[Mahabuddhi dasa:] Le jive che si sono manifestate da Karanodakasayi
Visnu sono significativamente differenti da quelle che si manifestano
direttamente da Maha-Sankarsana o Baladeva?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Le qualità sono le stesse.

[Mahabuddhi dasa:] Tranne quelle che scaturiscono da Baladeva e
Maha-Sankarsana che hanno l’eterno rifugio della cit (svarupa)-sakti?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Si.

[Venu-gopal dasa:] Riguardo la frase: “Krsna si situa nella
tatastha-sakti” si riferisce a Maha-Visnu (Karanodakasayi Visnu) o alle
jive? [Vedi nota 2]

[Sripad Madhava Maharaja:] Non alle jive. Gurudeva ha detto che
Baladeva Prabhu è il capo (l’origine o la radice) della tatastha-sakti
e Lui si è manifestato come Sankarsana e Karanodakasayi Visnu.”

[Sripad Damodara Maharaja:] Srila Gurudeva, precedentemente la cultura
vedica fu praticata attraverso il mondo. Quindi prima di Maometto c’era
la cultura vedica. Qual è la posizione di Maometto?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Conosci la storia di Sagara
Maharaja? Lui ebbe molti figli ed uno di questi fu chiamato Asamanjasa.
Fin da piccolo Asamanjasa era molto malvagio tanto che era solito
uccidere altri ragazzi annegandoli. Sagara Maharaja lo esiliò
dicendogli: “Non sei più parte della nostra famiglia. Devi andartene da
qui.” Asamanjasa andò allora nella foresta. Lì cominciò a farsi
crescere baffi e barba e s'impegnò in tutte le attività che si
opponevano alla cultura indiana. Da lui nacque la razza degli Yavana.”
[Vedi nota 3]

Quando seguiamo Ekadasi, gli yavana si rifiutano di seguire Ekadasi.
L’unica similitudine tra noi e loro e che entrambi camminiamo con i
piedi. Se loro potessero camminare con le mani lo farebbero.

[Sripad Damodara Maharaja:] Srila Thakura Bhaktivinoda e Srila
Bhaktivedanta Swami hanno detto che Maometto era un buon devoto ma che
non disse ogni cosa a causa di tempo, luogo e circostanze. E’ vero?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Noi dobbiamo obbedire alle parole di
Srila Bhaktivinoda Thakura e Srila Bhaktivedanta Swami Maharaja.

[Sripad Damodara Maharaja:] Viene detto solo per carpire la fede delle
persone e convertirle?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Dobbiamo seguire quello che hanno
detto. Anche Gesù era potenziato a predicare in una certa zona del
mondo allo scopo di aiutare le persone di quel posto a sviluppare la
loro fede in Dio. Lui predicò che Dio è nostro padre e sostenitore e
che dobbiamo pregarLo, prendere rifugio in Lui e sviluppare la nostra
relazione trascendentale con Lui. Dobbiamo rispettare tutti loro.

[Sripad Padmanabha Maharaja:] Srila Gurudeva, ieri, nella tua classe,
hai detto che la nostra sampradaya, la linea disciplica di Sri Caitanya
Mahaprabhu, ha una specialità che non è presente nelle altre vaisnava
sampradaya. Hai detto che l’insegnamento nelle altre vaisnava
sampradaya è che la jiva è direttamente una parte integrante di Krsna,
ma nella nostra sampradaya l’insegnamento è che la jiva è una
manifestazione della sakti o potenza di Krsna. Credevo che tutte e
quattro le sampradaya vaisnava accettassero che la Suprema Personalità
di Dio ha sakti e che la jiva è una delle Sue sakti.

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Loro conoscono questo e lo hanno
scritto ma non accettano la filosofia della sakti-parinamavada (la
comprensione che tutte le manifestazioni sono trasformazioni delle
energie o potenze di Dio). Solo Sri Caitanya Mahaprabhu accettò questa
filosofia.

[Sripad Madhava Maharaja:] Mahaprabhu accettò la sakti-parinamavada e
prima di Mahaprabhu tutti gli acarya vaisnava accettarono la
vastu-parinamavada (l’idea che Dio stesso si era trasformato per
manifestare il mondo spirituale, le jive e questo mondo materiale).

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Madhvacarya accettò la teoria
chiamata vastu-parinamavada. Questo significa che la jiva e questo
mondo materiale sono paragonati a due aggettivi separati che
qualificano un nome il quale, in questa analogia, è brahma (la Verità
Assoluta). Uno è il Suo corpo esterno e l'altro è il Suo corpo interno
– come la mente, l’intelligenza e il falso ego. Questa analogia viene
fatta per comprendere come la realtà sia una ma con delle specialità.

Quindi loro non accettarono la sakti-parinamavada ma accettarono che
Krsna ha sakti ed anche Visnu ha sakti. Le filosofie di Visnusvami e
Nimbaditya (Nimbarka) e di tutti gli altri acarya vaisnava sono simili
nel senso che loro hanno accettato anche la filosofia di
vastu-parinamavada. Secondo la loro filosofia, Krsna stesso e la Sua
stessa forma, possono trasformarsi. Il Signore Caitanya disse: “No.”
Lui predicò la sakti-parinamavada.

[Dhira-krsna dasa:] Se la posizione della jiva è cit (cosciente,
trascendentale) com’è possibile che venga in questo mondo tramite la
tatastha-sakti, dal momento in cui la tatastha-sakti è inferiore alla
cit-sakti?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] La jiva è cit-sakti. La teoria della
tatastha-sakti è stata espressa come esempio. Di fatto non esiste la
tatastha come area specifica tra il mondo spirituale e quello
materiale. La tatastha, intesa come linea divisoria tra i due mondi, è
immaginaria. Anche la tatastha-sakti è cit-sakti perché anche la
tatstha-sakti è cit (cosciente) e non inerte. [vedi nota 4]

[Candra-sekhara dasa:] Srila Gurudeva, a riguardo di quelle jive che
dalla tatastha-sakti guardano verso Krsna e il mondo spirituale, da
dove giungono le sukriti (crediti spirituali) e i samskara (le
impressioni nel cuore create da precedenti sukriti) che permettono loro
di fare quella scelta?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] In quel momento non ci sono nè
sukrti nè samskara.

[Candra-sekhara dasa:] Niente?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Niente. Niente.

[Sripad Madhava Maharaja:] Questa domanda è stata posta prima. Srila
Gurudeva ha detto che il fatto di guardare verso i pianeti Vaikuntha è
il loro sadhana, sukrti e samskara. Loro hanno usato la loro
indipendenza appropriatamente.

[Candra-sekhara dasa:] Come può la jiva guardare verso Krsna o essere
attratta da Krsna senza sukrti e samskara?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Oh, questo è caso fortuito.

[Jiva Priya dasa:] Gurudeva, com’è possibile il caso fortuito dal
momento in cui ogni cosa è il desiderio di Krsna?

[Brajanath dasa:] Anche il caso è desiderio di Krsna.

[Sripad Sajjana Maharaja:] Krsna desidera questo passatempo con le jive
per rettificarle e portarle indietro da Lui. Vero?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Voi dovete leggere veramente il
Jaiva Dharma di Srila Bhaktivinoda Thakura e cercare di seguire I suoi
insegnamenti. Dovete sapere che non potete riconciliare tutte queste
cose. [Vedi nota 4] Fate il bhajana e quando sarete avanzati nella
bhakti, in quel momento tutti i dubbi e le domande saranno
automaticamente risolte. Cercate di incrementare il vostro bhajana.

[Vidura dasa:] Srila Gurudeva, c’è una qualche somiglianza o
similitudine tra la personalità di qualcuno in questo mondo materiale e
l’anima e la personalità di quella stessa persona nel mondo spirituale?
In altre parole, c’è una qualche similitudine tra la nostra personalità
condizionata e la nostra personalità spirituale?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Non c’è differenza tra il corpo e
l’anima nel mondo spirituale. Come per Krsna, la Sua mente, corpo e
anima sono un tutt’uno. Lui può ascoltare dai Suoi piedi e può
camminare con i Suoi occhi. Anche l’anima liberata è così.

[Brajanath dasa:] Se ho compreso correttamente, lui chiede se c’è una
qualche similitudine tra la nostra personalità condizionata e la nostra
anima.

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] No. Ora noi abbiamo un'anima, una
mente, un corpo e dei sensi differenti l'uno dagli altri. In questo
mondo ci sono vent’otto categorie, inclusi gli undici sensi, gli
oggetti dei sensi e altri elementi e sono tutti differenti gli uni
dagli altri. Viceversa, nel mondo spirituale tutti gli aspetti di una
persona sono uno. La jiva nel mondo spirituale ha sensi, mente, corpo e
anima e sono un tutt’uno.

[Devoto:] Ma Gurudeva, tutte le gopi a Vrndavana non possiedono
differenti caratteristiche e differenti personalità?

[Brajanath dasa:] Prabhu sta chiedendo: ognuno nel mondo spirituale non
possiede differenti sentimenti individuali e caratteristiche?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Ci sono così tanti milioni di
varietà di sentimenti. Ogni gopi rappresenta un sentimento e Krsna
gioisce di ognuno di questi sentimenti. Senza tutte le varietà di gopi,
il rasa non potrebbe realizzarsi e la specialità di Radhika non si
evidenzierebbe.
radhara-svarupa, krsna-prema-kalpalata
sakhi-gana haya tara pallava-puspa-pata

[“Per natura, Srimati Radharani è come un pianticella di amore per Dio
e le gopi sono i suoi ramoscelli, fiori e foglie.”]

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Dov’è Padmanabha Maharaja? E gli
altri? Krsna (nella Bhagavad-gita) ha esposto quattro tipi di
conoscenza: guhya (confidenziale), guhyatara (più confidenziale),
guhyatamam (ancora più confidenziale) e sarva-guhyatamam (la più
confidenziale).

[Sripad Damodara Maharaja:] Guhya è la conoscenza dell’atma.

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Devi citare sloka (versi sanscriti)
quando parli.

[Sripad Damodara Maharaja:] Ce ne sono molti.

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Dinne uno.

[Damodara Maharaja:]

dehino 'smin yatha dehe
kaumaram yauvanam jara
tatha dehantara-praptir
dhiras tatra na muhyati

[“Così come l’anima incarnata in questo corpo, passa continuamente
dall’infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, similmente l’anima
passa in un altro corpo all’istante della morte. Una persona sobria non
è confusa da tale cambiamento.” (Bhagavad-gita, 2.13)]

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Questo corpo non è l’anima. Questo è
guhya, conoscenza confidenziale. E qual è la conoscenza generica? Nella
Bhagavad-gita Arjuna si lamentava: “Io li ucciderò. Moriranno. Noi
siamo questo corpo. Io non posso combattere per questo regno.” Questa è
conoscenza generica. Superiore a questa conoscenza è la comprensione
che nessuno può uccidere l’anima.

E la seconda?

[Prema-prayojana dasa:] Guhyatara è la conoscenza che il Signore
Supremo si trova nel cuore di tutte le entità viventi ed è la causa del
loro vagabondare in questo mondo materiale in una macchina fatta di
energia materiale. Krsna dice ad Arjuna: “Arjuna, devi arrenderti a
Lui. Sri Krsna dice: “Tam eva – arrenditi a Lui,” perché Lui vuole
separare la conoscenza del Paramatma dalla conoscenza della Sua forma
di Bhagavan (la Suprema Personalità di Dio).

isvarah sarva-bhutanam
hrd-dese 'rjuna tisthati
bhramayan sarva-bhutani
yantrarudhani mayaya

[“Il Signore Supremo è situato nel cuore di ognuno, o Arjuna, e dirige
il girovagare di tutte le entità viventi che sono situate come su una
macchina, fatta di energia materiale.” (Bhagavad-gita, 18.61)]

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] La conoscenza del Paramatma è
guhyatara. E la terza?

[Sripad Madhava Maharaja:]

aham sarvasya prabhavo
mattah sarvam pravartate
iti matva bhajante mam
budha bhava-samanvitah

[“Io sono la sorgente di tutti i mondi materiali e spirituali. Ogni
cosa emana da me. La persona saggia che conosce perfettamente questo
s'impegna nel mio servizio devozionale e Mi adora con tutto il suo
cuore.” (Bhagavad-gita, 10.8)]

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Krsna dice: “Io sono superiore alle
jive e sono anche superiore al brahman (l’aspetto impersonale della
Verità Assoluta).” Nell’undicesimo e nel tredicesimo capitolo viene
perciò detto che Lui è Purusottama (la Suprema Personalità di Dio)
Questa è la terza: purusottama-jnana (guhyatamam).

E la quarta?

[Sripad Padmanabha Maharaja:] Sarva-guhyatamam, la conoscenza più
confidenziale – tutte le entità viventi devono arrendersi totalmente a
Lui.

man-mana bhava mad-bhakto
mad-yaji mam namaskuru
mam evaisyasi satyam te
pratijane priyo 'si me

[“Pensa sempre a Me, diventa Mio devoto, adoraMi e offriMi I tuoi
omaggi. Così sicuramente verrai a Me. Io te lo prometto perché tu sei
un amico molto caro a Me.” (Bhagavad-gita, 18.65)]

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Qual è la vera tattva (profonda
verità) in questo verso? Purusottama non può compiere dolci passatempi
come quelli di Krsna. Con le parole Man-mana bhava, Krsna si riferisce
a Se stesso come a colui che compie dolci passatempi a Vrndavana,
Mathura e Dvaraka. Lui ricorda ad Arjuna: “Io sono quel Krsna.” Lui
sta dicendo: “Devi ricordare quei dolci passatempi della mia giovinezza
a Vraja.” Questa è la cosa più confidenziale.

[Sripad Damodara Maharaja:] Qual è questo verso nella Gita?

[Sripad Madhava Maharaja:] Man mana bhava…

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] A riguardo di questo verso ho
precedentemente raccontato del passatempo di una gopi che si era da
poco trasferita a Nandagaon. Lei aveva sentito parlare di Krsna e
voleva vederLo. Un giorno Krsna stava arrivando con milioni di mucche e
vitelli ed i Suoi amici pastorelli e suonava il Suo flauto. Lui sapeva:
“Una nuova ragazza è arrivata e vuole vederMi. Sua suocera non le
permette di lasciare la casa.” La suocera le aveva detto: “Non andare
altrimenti un serpente nero ti morderà.” Quella gopi aveva risposto:
“Allora perché tu stai andando? Io devo andare anche se tu mi caccerai
dalla tua casa.” Lei uscì, Krsna le toccò il mento con il Suo flauto e
lei impazzì.

[Sripad Madhava Maharaja:] La conoscenza generica sostiene che noi non
siamo questo corpo, quella confidenziale che noi siamo l’anima, quella
più confidenziale è quella relativa alla paramatma-tattva, quella ancor
più confidenziale è la purusottama-tattva, mentre la più elevata
conoscenza confidenziale è l'aprakrta-tattva (Sri Krsna a Vraja).

[Sripad Damodara Maharaja:] Purusottama significa Narayana?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Si, Narayana in Vaikuntha. Ho
spiegato tutte queste tattva (verità filosofiche stabilite)
nell’introduzione della Gita. Questa è l’idea di Srila Bhaktivinoda
Thakura.

[Sripad Damodara Maharaja:] Nella Gita Krsna ha esposto molti livelli
di conoscenza.

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Lui ha detto ogni cosa, ma in breve
ed in un modo nascosto. Perciò è detto che il primo libro è la Gita ed
il livello di studio successivo è lo Srimad-Bhagavatam.

[Mahabuddhi dasa:] Come possiamo noi devoti di basso livello ottenere
la capacità di servirti e soddisfare il Guru?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Se sei sincero, estremamente
sincero, al massimo livello di sincerità, tutto il potere spirituale e
tutte le verità spirituali si manifesteranno nel tuo cuore. Man mano
che la nostra sincerità cresce, Krsna e Gurudeva reciprocheranno in
proporzione. Cercate di prendere la vostra vita e anima nelle vostre
mani (siate pronti a dare la vostra vita) per servire Gurudeva
pensando: “Io non appartengo alla mia mente. Io sono di Krsna.” Allora,
automaticamente, ogni cosa arriverà.

Noi sappiamo tutte queste cose e vogliamo servire ma maya è molto
potente. Lei cerca sempre una fessura nella nostra devozione. Anche se
la fessura è piccola come un capello, lei entrerà. Nel
caitanya-caritamrta è stato detto che la bhakti è come una piantina
rampicante. Se annaffiate la piantina della bhakti crescerà sino a
Goloka Vrndavana. Tuttavia, se ci sono erbacce, anche loro riceveranno
l’acqua. Queste erbacce prenderanno l’acqua e la piantina principale
sarà soffocata.

Cosa significa questo? Se, mentre si pratica la bhakti, c’è qualche
ambizione di ottenere del riconoscimento o della fama o un qualunque
altro insignificante desiderio di godere di questo mondo, la bhakti si
fermerà ed il vostro desiderio frutterà: “Io godrò di questo e di
quello con moglie e bambini.” Anche se agli occhi degli altri si sta
praticando il bhajana ed esponendo l’hari-katha in modo ancora più
bello di Krsna e Gurudeva, anche se si è molto eruditi e tutti i devoti
sono soddisfatti di voi e vi stimano molto, nonostante tutto questo,
può essere in realtà che la vostra bhakti sia arida. Ed è per questo
che questi desideri arrivano. Anche se si sa tutto, si resta impotenti
a causa dell'incapacità di superare i desideri materiali.

[Sripad Padmanabha Maharaja:] A causa del desiderio di ricevere dei
riconoscimenti?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] A causa del desiderio di
riconoscimenti ed anche del desiderio di godere qui e là in questo
mondo con le donne. Questi desideri incrementano. Eseguendo le attività
della bhakti come l’ascolto delle glorie di Krsna (sravanam), il canto
dei nomi e delle glorie di Krsna (kirtanam) ed il ricordo di Krsna
(smaranam) e pensare contemporaneamente con orgoglio: “Io sto
praticando la bhakti”, farà incrementare il desiderio di godimento, non
la bhakti.

[Sripad Padmanabha Maharaja:] A proposito della sincerità, tu hai detto
che la sincerità è il fattore principale. Possiamo dire che se un
devoto mantiene un certo attaccamento in questo mondo, la sua
sincerità non è completa?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Si, si. Può essere detto così.

[Devoto:] Ma Srila Gurudeva, tu ci hai anche istruito che se noi
confessiamo questo al guru all’interno del nostro cuore, allora il guru
può rovesciare questa situazione.

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Ma lui dev'essere sincero ed
obbedire al guru. Senza obbedire al guru questo non è possibile. Anche
se il Guru gli dicesse di saltare nel fuoco lui dev'essere pronto a
saltare nel fuoco. Dev'essere sincero in questo modo.

[Vinaya dasa:] Ieri hai raccontato la storia di Ramacandra Kaviraja.
Hai detto che lui lasciò la moglie appena sposata, affermando che noi
dobbiamo seguire questa istruzione mentre altre volte sostieni che
quando uno si sposa non deve divorziare. Come possiamo riconciliare
questo?

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Io parlo in accordo alla qualifica
di ognuno. Per quelli che non possono seguire il mio ordine di
rinunciare alla vita di famiglia dico: “Tu puoi sposarti ma non puoi
divorziare.”

La passeggiata mattutina è terminata. Srila Narayana Maharaja ed i
discepoli che hanno camminato con lui sono arrivati alla sua residenza
dove, altri suoi discepoli stanno aspettando.

[Caru-candrika dasi:] Avete fatto una lunga camminata.

[Brajanath dasa:] Una lunga conversazione.

[Caru-candrika dasi:] Nel Jaiva Dharma, Srila Bhaktivinoda Thakura dice
che il vagare della jiva nell’esistenza materiale è un passatempo di
Krsna. Anche se le sofferenze avvengono nella mente, è la jiva che sta
soffrendo. Sembra che questo sia una crudeltà di Krsna.

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Tu devi leggere veramente il Jaiva
Dharma. Questo è uno dei dolci passatempi di Krsna.

[Caru-candrika dasi:] Ma la jiva non pensa “dolce passatempo”. Lei
pensa “sofferenza”. E non avviene per scelta perché tu ieri hai detto
che l’uso improprio dell’indipendenza delle jive è paragonato alla
caduta dei semi di mostarda sulla lama di un coltello che possono
andare, per caso, da un lato come dall’altro della lama. Quindi come
possiamo riconciliare questo? Come può essere il “caso” un passatempo
di Krsna? [Vedi nota 5]

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Krsna ha dato l’indipendenza a tutte
le jive. Lui non vuole controllarle. Perciò la jiva può gurdare qui e
lì. Poichè ha gli occhi lei deve guardare da qualche parte. Quindi, se
per caso guarda verso il mondo trascendentale, viene attratta da
yogamaya mentre se guarda verso mahamaya viene attratta da questo
mondo.

Quando una persona che non ha appropriata conoscenza fa una scelta, può
succedere che per caso faccia la scelta giusta. Similmente la jiva
condizionata non ha mai avuto conoscenza del mondo spirituale e del
Signore Supremo.

[Devoto:] Ma non è una scelta cosciente perchè la jiva non ha
esperienza di Krsna e del mondo spirituale.

[Srila Narayana Gosvami Maharaja:] Lei non ha esperienza ma Krsna gli
ha dato l’indipendenza ed è a causa di quell’indipendenza che guarda
dove vuole andare.

[NOTA 1]

“Tutte le qualità dell’anima pura sono superiori alle otto qualità come
l’egoismo etc. riguardanti la potenza acit di Krsna (materia inerte).
Perciò la jiva, anche se molto piccola, è tuttavia superiore alla
potenza acit o maya. Questa potenza ha un altro nome, ossia tatastha o
potenza marginale, essendo situata sulla linea di demarcazione tra le
sfere della potenza spirituale e di quella mondana.” (Sri
Brahma-samhita 5.21, spiegazione di Srila Bhaktivinoda Thakura)

“La linea marginale tra la manifestazione materiale e quella spirituale
è il fiume Viraja e, al di là di Viraja, simile ad una corrente
trascendentale che ha origine dal sudore del corpo del Signore, c’è la
manifestazione dei tre quarti della creazione di Dio (Srimad-Bhagavatam
2.9.10).”

“Quando le jive, generate dalla potenza marginale (tatastha-sakti),
dimenticano il servizio a Krsna, vengono confinate nella prigione
materiale, la cittadella di Durga. La ruota del karma è lo strumento di
punizione in questo luogo (Sri Brahma-samhita 5.44 spiegazione).”

“Proprio come sul litorale marino c’è la spiaggia e il mare quando a
volte si vede l'acqua che copre la terra e altre volte la terra che
affiora, similmente, quando siamo coperti da maya, questo è il nostro
stadio jiva-bhuta e quando non c’è più copertura questo è lo stadio
brahma-bhuta.” (Lettura di Srila Prabhupada Bhaktivedanta Swami
Maharaja, Bombay, 30 Marzo 1971)

“Tata significa la spiaggia. Qualche volta la spiaggia è coperta
dall’acqua e qualche volta è terra. Questo è chiamato tatastha.”
(Lettura di Srila Prabhupada, New York, 15 luglio 1976)

[NOTA 2]

“Sri Krsna, Si stabilisce in ognuna delle Sue sakti e manifesta la Sua
natura essenziale secondo la specifica natura di quella sakti. Quando è
nella cit-sakti Egli manifesta la Sua forma originaria sia di Sri Krsna
che di Narayana, il Signore di Vaikuntha. Quando è nella jiva-sakti
Egli manifesta una forma identica ma che compie passatempi particolari
(vilasa-murti) come ad esempio Baladeva di Vraja di Vraja; e quando è
nella maya-sakti manifesta le tre forme di Visnu: Karanodakasayi,
Ksirodakasayi e Garbhodakasayi.
“Nella Sua forma di Krsna Egli manifesta tutte la varietà spirituale di
Vraja. Nella Sua forma di Baladeva Egli manifesta le jive
nitya-mukta-parsada, gli eterni associati del mondo spirituale che
rendono a Krsna otto tipi di servizio. Poi come sesa-rupa Sankarsana di
Vaikuntha, Egli manifesta otto tipi di servitori, associati eterni e
liberati che rendono servizio al Signore Narayana in otto modi diversi.
Maha Visnu, che è un'espansione di questo Sankarsana, Si situa nella
potenza marginale jiva-sakti e, nella Sua forma di Paramatma, manifesta
le jive che per loro natura, sono potenzialmente attratte al mondo
materiale.” (Jaiva-dharma, di Srila Bhaktivinoda Thakura, capitolo 15)

[NOTA 3]

Yavana è sia una persona che una razza. Quando la consideriamo come una
razza, il termine fu usato per la prima volta per i turchi e
successivamente per i musulmani e per ogni europeo o barbaro.

[NOTA 4]

Srila Narayana Maharaja sta dicendo che il concetto di tatastha come
linea di demarcazione tra due mondi è un concetto immaginario o
provvisorio che funge da sostegno fino a quando non arriva la
realizzazione. C’è jiva sakti, ma il concetto di tatastha come luogo
geografico è provvisorio. Non c’è tatastha (il luogo). Anche la
tatastha-sakti è cit-sakti, nel senso che è anche cit (cosciente) e non
inerte.

"…dal punto di vista di cit-tattva (la qualità della sostanza
spirituale), non c’è differenza tra il Signore Supremo e la jiva,
mentre dalla prospettiva della quantità c’è un’eterna differenza. Dio è
cit completo, mentre la jiva è il cit infinitesimale (Jaiva-Dharma
capitolo 15)."]

Srila Narayana Maharaja sta indicando che la discussione a riguardo
della tatastha-sakti e dell’origine della jiva è sakha-candra-nyaya, la
logica della luna sul ramo di un albero. Riguardo questa descrizione
della tatastha-sakti, poichè è identica alla teoria della
sakha-candra-nyaya, nel jaiva-dharma, capitolo 15, Sri Raghunatha Dasa
Babaji ne conferma i limiti:

“Qualsiasi cosa nel mondo materiale, si trova sotto la giurisdizione
del tempo e dello spazio materiale, quindi quando diciamo: “Le jive
furono create”, “Il mondo spirituale fu manifestato” oppure
“L'influenza di maya non agisce nella creazione delle jive”, per forza
di cose il tempo materiale condiziona il nostro linguaggio e le nostre
affermazioni. Ciò è inevitabile e non possiamo sfuggire all'influsso
del tempo materiale nel descrivere la jiva infinitesimale e gli oggetti
spirituali; la concezione di passato, presente e futuro in un modo o
nell’altro si applica ad esse.
“Ciò nonostante coloro che sanno discriminare in maniera appropriata,
riescono a comprendere l’applicazione dell’eterno presente quando
arrivano a capire il significato la descrizione e le descrizioni del
mondo spirituale. Stai molto attento su questo argomento. perchè ogni
descrizione e spiegazione verbale è congenitamente incompleta. Non
affidarti ad esse ma prova a percepire l'essenza spirituale.” (p. 360).
“Io ti consiglio di non chiedere queste cose in giro ma di realizzarle
tu stesso. Io ti ho dato solamente alcune indicazioni (abhasa).” (p.
361)

[NOTA 5]

“Vrajanatha: Maestro, mi rendo conto che questa posizione marginale si
trova nel punto di congiunzione dei mondi spirituale e materiale, ma
perchè accade che alcune jive da lì vanno nel mondo materiale mentre
altre vanno nel mondo spirituale?


“Babaji: Le qualità di Krsna sono presenti anche nella jiva, ma
solamente in minima parte; poichè Krsna è supremamente indipendente, il
desiderio di indipendenza è sempre presente anche nella jiva. Quando la
jiva usa questa sua indipendenza nel modo giusto rimane orientata verso
Krsna; quando invece la utilizza male, Gli si oppone. Ed è proprio
questa opposizione che fa nascere nel cuore della jiva il desiderio di
godere di maya. Condizionata da questo desiderio di godere di maya, la
jiva sviluppa il falso ego con l'idea di poter godere della
gratificazione dei sensi, e da qui i cinque tipi di ignoranza ovvero:
tamisra (l'oblio della propria posizione costitutiva causata dalla
rabbia e dall'invidia), andha-tamisra(la concezione che con la morte
ogni cosa abbia termine), tamas (non sapere nulla dell'anima
spirituale), moha (l'illusione del concetto corporeo della vita), e
maha-moha (impazzire per il godimento materiale) che coprono la sua
pura natura infinitesimale. La nostra liberazione o la nostra schiavitù
dipende semplicemente dal fatto di usare o meno in modo appropriato la
nostra minuscola indipendenza.

“Vrajanatha: Il Signore Krsna è traboccante di misericordia. Perch'
dunque ha reso la jiva tanto debole da diventare prigioniera di maya?"

“Babaji: E’ vero che Krsna è traboccante di misericordia, tuttavia Egli
è anche desideroso di compiere passatempi. Desiderando compiere
variegati passatempi in situazioni differenti, Sri Krsna addestra le
jive a diventare abili in tutte le situazioni, dallo stato marginale a
quello di mahabhava; e per facilitare il loro progresso effettivo e
stabile nel qualificarsi per servire Krsna, Egli ha creato anche i
livelli più bassi di esistenza materiale, dall'infima materia inerte
fino al falso ego, che è causa di molti impedimenti sulla via che porta
alla felicità suprema. Cadute dalla loro posizione costitutiva, le jive
prigioniere di maya si oppongono a Krsna e s'impegnano nella
gratificazione dei sensi. Tuttavia Krsna è una riserva di misericordia:
non importa quanto in basso la jiva possa cadere, Krsna le offrirà
comunque ogni possibilità di raggiungere la posizione spirituale più
elevata; Egli giunge ad apparire davanti ad essa con la Sua dimora
spirituale e i Suoi eterni associati. Le jive che si avvantaggiano di
questa misericordiosa opportunità e sinceramente si sforzano di
elevarsi, gradualmente raggiungono il mondo spirituale e ottengono una
condizione simile ai nitya parsada, gli eterni compagni di Sri Hari."

“Vrajanatha: Perchè, per amore di Bhagavan, la jiva deve soffrire?

Babaji: “La jiva possiede una sua indipendenza. Questo è un segno di
particolare misericordia da parte di Bhagavan. Gli oggetti inerti sono
insignificanti e infimi perchè mancano d'indipendenza, ma non per
questo la jiva deve pensare di essere padrona del mondo.
La miseria e la felicità sono condizioni della mente quindi, ciò che
uno considera miseria può essere felicità per colui che vi è coinvolto.
Poichè ogni gratificazione materiale dei sensi alla fin fine non è
altro che miseria, chi è materialista ottiene solo sofferenza. Quando
la sofferenza diventa insopportabile, nasce il desiderio di ricercare
la felicità. Da quest'ultimo desiderio nasce la capacità di discernere
e dal discernimento nasce il voler conoscere la natura della Realtà
Suprema. Conseguenza di questa ricerca è sat-sanga, la compagnia di
persone sante, dopodichè si sviluppa sradha, fede. Quando nasce sraddha
la jiva sale ad un livello superiore poichè intraprende la via della
bhakti.
Dall'oro si tolgono le impurità scaldandolo e battendolo con un
martello. Poichè si è opposta a Krsna, la jiva è diventata impura
immergendosi nella gratificazione mondana dei sensi; dovrà perciò venir
purificata con i colpi martellanti della miseria, sferrati
sull'incudine di questo mondo materiale. Tramite questo processo, la
miseria della jiva che si è opposta a Krsna finisce per culminare nella
felicità. La sofferenza è perciò un segno della misericordia di
Bhagavan. Ecco perchè le persone intelligenti vedono in ultima analisi
la sofferenza delle jive come un fatto positivo se inclusa nei
passatempi di Krsna, mentre gli sciocchi possono solo vederla come
fonte negativa di miserie."

“Vrajanatha: La sofferenza della jiva condizionata alla fin fine è un
fatto positivo ma nell'immediato è molto penosa. Poichè Krsna è
onnipotente, non potrebbe pensare ad una via meno problematica?"

“Babaji: Questo è uno dei variegati e meravigliosi passatempi di Krsna.
Poichè Bhagavan è indipendente, onnisciente e sperimenta ogni tipo di
passatempo, perchè dovrebbe negare questo? Se la gamma dev'essere
completa non deve mancare nessuna varietà; inoltre chi partecipa ad un
qualche passatempo deve pagare un qualche tipo di prezzo. Sri Krsna è
il fruitore ed anche l'agente attivo. Tutti i fattori sono controllati
dal Suo desiderio e soggetti al Suo agire. E' naturale provare della
sofferenza quando si è controllati dal desiderio di qualcuno, tuttavia
se alla fine la sofferenza culmina in felicità, significa che non è
vera sofferenza. Come si potrebbe infatti definire sofferenza ciò che
si fronteggia per nutrire e assistere i passatempi di Krsna? In realtà
è una fonte di delizie. Il desiderio d'indipendenza della jiva l'ha
spinta ad abbandonare il piacere del servizio a Krsna e ad accettare la
sofferenza di maya. Quando ciò accade è responsabilità della jiva, non
certo di Krsna."

“Vrajanatha: Che problema sarebbe sorto se la jiva non avesse ricevuto
il dono dell'indipendenza? Krsna è onnisciente e ha donato alla jiva
l'indipendenza, pur sapendo che per questo avrebbe sofferto; non è
quindi Lui il responsabile della sofferenza della jiva?"

“Babaji: L'indipendenza è una gemma preziosa, di cui son privi gli
oggetti inerti che per questo sono insignificanti ed inutili. Se la
jiva non fosse stata dotata di indipendenza sarebbe stata come un
oggetto materiale. La jiva è un'entità infinitesimale ma spirituale e
perciò deve per forza avere tutte le caratteristiche delle entità
spirituali. L'unica differenza è che Bhagavan, entità spirituale
completa, possiede tutte le qualità appieno mentre la jiva le possiede
in misura minima. L'indipendenza è una caratteristica distintiva delle
entità spirituali e una cosa non può essere separata dalla sua qualità
intrinseca. La jiva possiede questa caratteristica dell'indipendenza al
livello minimo perchè è una particella infinitesimale ed è solo per
questa caratteristica dell'indipendenza che la jiva in questo mondo
materiale rappresenta l'oggetto supremo e domina sulla creazione.
La jiva indipendente è un'amata servitrice di Krsna e Krsna è gentile e
compassionevole con lei. Vedendo le sue pene e come essa faccia mal uso
della sua libertà attaccandosi a maya, Krsna la insegue ovunque
piangendo continuamente, e per liberarla persino appare in questo mondo
materiale. Sri Krsna, oceano di compassione, col cuore sciolto di
misericordia per le jive, manifesta i Suoi inconcepibili passatempi in
questo mondo materiale perchè la Sua apparizione possa esser loro di
aiuto. Tuttavia la jiva non capisce la natura dei passatempi di Krsna,
anche se intrisi di molta misericordia. Per questo motivo Krsna decide
di discendere a Sri Navadvipa nella forma di guru. Egli stesso descrive
il processo supremo del canto del Suo nome, forma, qualità e
passatempi, e istruisce e ispira personalmente le jive ad intraprendere
questa via dando Lui stesso l'esempio. Come puoi accusare Krsna di
essere in errore quando è così misericordioso? La Sua misericordia è
infinita, son le nostre sventure ad esser deplorevoli."
(Jaiva-dharma, capitolo 16)]