giovedì 14 gennaio 2010

CRITICARE GLI SBAGLI PASSATI DEI VAISNAVA E' UN ATTO ABOMINEVOLE


O lettori, qualsiasi difetto possa essere stato presente in un Vaisnava prima della nascita della bhakti non deve mai essere considerato, a meno che non ci sia un'intenzione buona nel farlo. Un Vaisnava non deve essere criticato per gli insignificanti residui dei suoi sbagli passati. A questo proposito Krsna dice nella Bhagavat-Gita (9.30–31):


api cet suduracaro
bhajate mam ananya-bhak
sadhur eva sa mantavyah
samyag vyavasito hi sah


ksipram bhavati dharmatma
sasvac-chantim nigacchati
kaunteya pratijanihi
na me bhaktah pranasyati

Persino un uomo dalla condotta abominevole che si impegna nel servizio d'amore con dedizione esclusiva (ananya-bhajana) nei Miei confronti, dovrà essere considerato un santo poichè è situato correttamente nella via della bhakti. Velocemete acquisirà ogni virtù e raggiungerà la pace eterna. O Kaunteya, dichiaro coraggiosamente che il mio bhakta non perisce mai.

E' OFFENSIVO CRITICARE IL VAISNAVA A CAUSA DI QUALCHE ERRORE DOVUTO ALLA PROVVIDENZA

Grazie all'influenza della bhakti, tutti i tipi di attività abominevoli che esistevano nel cuore di una persona e che erano ormai diventati la sua natura acquisita (nisarga), diminuiscono giorno per giorno per venire infine distrutti in breve tempo. Perciò criticare il Vaisnava senza un motivo virtuoso risulta essere una vaisnava-aparadha. Anche se si notano dei difetti accidentali in un Vaisnava che accadono a causa della provvidenza, non vanno assolutamente criticati. In questo contesto il Saggio Karabhajana ha detto:

sva-pada-mulam bhajatah priyasya
tyaktany abhavasya harih paresah
vikarma yac cotpatitam kathancid
dhunoti sarvam hrdi sannivistah

Srimad-Bhagavatam (11.5.42)

La persona che si impegna nel bhajana esclusivo ai piedi di loto di Sri Bhagavan, abbandonando ogni altra cosa, è a Lui il più caro. Anche se la tendenza a impegnarsi in attività peccaminose o proibite si manifesta nel cuore, Paramesvara Sri Hari che risiede direttamente nel cuore, non solo distrugge quella tendenza ma rimuove anche la reazione che sarebbe scaturita dall'aver commesso quel peccato.

Perciò il principio di rimproverare e criticare il Vaisnava per uno dei difetti menzionati, divisi in tre categorie, conduce alle nama-aparadha, le offese ai santi nomi. Se si commette nama-aparadha, la sphurti del nama (rivelazione divina del nama) non avverrà mai, e senza tale sphurti non sarà possibile diventare Vaisnava.

SOLO CON UN MOTIVO VIRTUOSO SI PUO' RIFLETTERE SUI DIFETTI ALTRUI

A questo punto un'obiezione potrebbe sorgere: è appropriato soffermarci sui difetti di un Vaisnava che non fanno parte delle tre categorie appena descritte? La risposta è che non esistono difetti in un Vaisnava all'infuori di questi tre tipi. Se si possiedono difetti che non rientrano in una delle tre categorie, allora in accordo alle scritture rivelate, quell'individuo non può essere chiamato Vaisnava.

Dobbiamo inoltre considerare che senza un giusto motivo, è inappropriato riflettere, anche se in modo imparziale, sugli errori di qualsiasi entità vivente, che dire del Vaisnava. Offendere il Vaisnava è un'offesa, ma anche essere blasfemi verso altre anime è un peccato. I Vaisnava non hanno alcun interesse nel commettere queste azioni peccaminose.

Comunque supponiamo che si abbia un buon motivo per farlo, le scritture non hanno condannato una critica con cautela nei confronti degli errori di qualcuno.

I BUONI MOTIVI SONO DI TRE TIPI: DESIDERARE IL BENEFICIO PER LA PERSONA CRITICATA, DESIDERARLO PER IL MONDO O DESIDERARLO PER SE' STESSI

Ci sono tre tipi di buoni motivi:

1) Se l'intenzione di analizzare i peccati di qualcun altro è volto ad assicurare il beneficio di quella persona, allora l'intenzione è auspiciosa.

2) Anche se si desidera il bene per il mondo intero, analizzare i peccati altrui è un'azione auspiciosa.

3) Se questo esercizio analitico è volto al proprio bene spirituale, anche in questo caso è auspicioso. Non c'è sbaglio nel farlo.

Se riflettiamo sulle vicende storiche di personalità come Valmiki o Jagai-Madhai sotto la luce di una di queste tre buone motivazioni, allora quest'azione non causerà mai alcun peccato. Quando il discepolo chiede umilmente al suo maestro spirituale di essere istruito su come identificare un Vaisnava, il maestro spirituale, che desidera sempre il bene del suo discepolo e dell'intero mondo, gli spiega che chi fa mostra di comportamenti peccaminosi non è Vaisnava. In questo modo identifica i tre tipi di Vaisnava per antitesi.

Con la motivazione di incoraggiare qualcuno a prendere rifugio ai piedi di un vero Vaisnava e di abbandonare i falsi predicatori religiosi, non si rischia di commettere offese ai santi (sadhu-ninda) e neppure vaisnava-aparadha (offese ai Vaisnava). In questi casi le critiche dirette ad una persona specifica sono libere dall'errore. Questi sono tutti esempi di critica con un motivo appropriato.

ABBANDONARE LA CATTIVA ASSOCIAZIONE E ACCETTARE L'ASSOCIAZIONE DEI DEVOTI

Cari lettori, dovreste tutti meditare sul seguente argomento con estrema cautela. Come principio stabilito ed irrevocabile dovete offrire rispetto ai veri Vaisnava e abbandonare inesorabilmente l'associazione dei non devoti. Se qualcuno critica il vero Vaisnava, le proprietà insite nei santi nomi non si manifesteranno nel suo cuore. Nello Srimad Bhagavatam è stata scritta la seguente istruzione (11.26.27):

tato duhsangam utsrjya satsu sajjeta buddhiman
santa evasya chindanti mano-vyasangam uktibhih

Per tutte queste ragioni, le persone intelligenti rifiutano l'associazione degradante e invece prediligono l'associazione con le persone sante. Questo avviene perchè le persone sante, con le loro istruzioni potenti e virtuose, dissipano tutti gli attaccamenti materiali dal cuore e quindi dissipano il dolore che provocavano.

SOLO PER IL MADHYAMA ADHIKARI E' POSSIBILE SERVIRE I SANTI

Non si deve pensare che servendo un non-devoto, considerandolo un santo, si otterrà lo stesso beneficio di servire un vero santo. La ragione è che solo il madhyama Vaisnava è in grado di servire veramente i santi, perchè il kanistha Vaisnava (neofita) non è ancora incline a rendere servizio ai santi, e l'uttama Vaisnava (devoto più elevato) non vede alcuna differenza tra un santo e uno che non lo è.

O lettori! Voi siete madhyama Vaisnava, e quindi avete l'obbligo di cercare e identificare un santo e quindi essergli amico. Il vostro dovere è anche di mostrare misericordia ai non-devoti, o in alcuni casi, di ignorarli. Se abbandonate il vostro adhikara (posizione che ha dei doveri precisi) vi troverete nell'errore.

Le istruzioni del Bhagavatam al riguardo del vizio e della virtù sono queste:

sve sve’dhikare ya nistha
sa gunah parikirtitah
viparyayas tu dosah syad
ubhayor esa niscayah

Srimad-Bhagavatam (11.21.2)

La risolutezza nel portare avanti i doveri della propria posizione, è considerata una buona qualità; mentre deviare dai propri doveri è uno sbaglio. In questo modo esse vengono chiaramente distinte.

Anche se accidentalmente cadete in una cattiva associazione, diverrete offensori della bhakti. Come è detto nel Bhagavatam (3.23.55):

sango yah samsrter hetur
asatsu vihito’dhiya
sa eva sadhusu krto
nihsangatvaya kalpate

Se si cade in associazione degradata a causa dell'ignoranza, quella associazione ci trascinerà verso il basso. Ma allo stesso modo, se una persona si trova casualmente in associazione di santi, come risultato verrà allontanato dalla cattiva associazione e gli attaccamenti materiali verranno interrotti.

La gloria degli uttama-bhakta nel vedere tutte le anime come santi è proclamata nei libri santi come il Bhakta-mala e il Prapannamrta. In ogni caso questo comportamento non deve mai essere imitato dai Vaisnava madhyama. Per un madhyama Vaisnava questo comportamento lo condurrebbe all'errore chiamato anadhikara-cesta, non agire in accordo alle proprie qualifiche o alla propria posizione, e quindi la conseguenza sarà un rapido degrado.

Possano gli suddha-bhakta giudicare misericordiosamente che la discussione di questi argomenti sia stata propriamente motivata.



Tradotto dal Gaudiya Patrika, Anno 7, Nr.10
Pubblicato su Rays of The Harmonist, anno 2009

VAISNAVA-NINDA: Le critiche rivolte ai Vaisnava


Srila Saccidananda Bhaktivinoda Thakura

VAISNAVA-NINDA: Le critiche rivolte ai Vaisnava

Cari lettori,
Per favore accettare i nostri umili omaggi. Tutte le glorie a Sri Sri Guru-Gauranga.

Siamo felici di potervi fare il regalo di inizio anno: ''Vaisnava-ninda'' un articolo scritto da Srila Bhaktivinoda Thakura, il bisnonno dell'attuale generazione di Gaudiya Vaisnava. Assimilando i principi presentati nel seguente articolo, saremo protetti dall'ostacolo più pericoloso sulla via della bhakti.



Vaisnava-ninda. Le conseguenze dell'offendere un Vaisnava.

Tra tutti i differenti tipi di offese che una jiva può commettere, nessuna è più grave di quella di offendere un Vaisnava. E' perciò essenziale meditare sul significato di vaisnava-ninda in accordo alle scritture. Nello Skanda-Purana viene scritto:

nindam kurvanti ye mudha
vaisnavanam mahatmanam
patanti pitrbhih sardham
maha-raurava-samjnite

hanti nindati vai dvesti
vaisnavan nabhinandati
krudhyate yati no harsam
darsane patanani sat

Lo sciocco che critica un Vaisnava elevato cade nell'inferno chiamato Maharaurava, insieme a tutti i suoi antentati. Chiunque (1) uccide un Vaisnava, (2) lo offende, (3) prova malizia nei suoi confronti, (4) non lo accoglie dopo averlo visto, (5) si arrabbia con lui, o (6) non prova felicità nel vederlo, certamente cadrà in degrado a causa della reazione di uno di questi sei tipi di cattivo comportamento.

Nello Srimad Bhagavatam (10.74.40) è affermato:


nindam bhagavatah srnvams
tat-parasya janasya va
tato napaiti yah so ’pi
yaty adhah sukrtac cyutah

La persona che non abbandona con prontezza il luogo dove vengono offesi Bhagavan o i Suoi cari devoti che Lo servono con dedizione, i Vaisnava, verrà privato di tutti i meriti spirituali (sukrti) che aveva accumulato fino ad allora e cadrà in degrado.

A DIFFERENTI CATEGORIE DI JIVE APPARTIENE UN COMPORTAMENTO ADEGUATO.

Ora che siamo stati avvertiti del pericolo del vaisnava-ninda, è imperativo accertarsi sui canoni che designano un Vaisnava, e poi determinare quali azioni risultano essere vaisnava-aparadha (offese ai Vaisnava). Tutte le jive possono essere classificate in una di queste quattro categorie: 1) le jive ordinarie; 2) le jive religiose; 3) i brahmana e le jive che assomigliano ai Vaisnava (vaisnava-praya); e infine 4) le vaisnava-jiva.

Con la consapevole saggezza del sapere che Sri Krsna risiede nel cuore di tutte le jive, si dovrebbe offrire onore a tutte le entità viventi. Un rispetto più profondo deve naturalmente essere mostrato alle anime religiose, e oltre a questo è imperativo provare un onore ancora più profondo per le brahmana-jive e per i vaisnava-praya jiva. Ma sopra ogni cosa è un'ingiunzione adorare e servire i piedi di loto di una vaisnava-jiva.

Se si fallisce nel dare rispetto alle anime comuni, nel dare un rispetto speciale alle anime religiose e nell'onorare i brahmana o i vaisnava-praya, si commetterà un peccato (papa). Inoltre non mostrare rispetto verso un vaisnava è un'aparadha (offesa contro la divinità). Non esiste forma di peccato che non possa essere emendata sottoponendosi a un'ordinaria penitenza, ma l'aparadha verso un vaisnava impedisce alla jiva la ricerca della sua posizione costitutiva di anima spirituale pura, e ciò è la causa della caduta da questa via. Quindi coloro che hanno il desiderio di compiere un'amorevole adorazione al Supremo Signore (bhagavat-bhajan), devono diligentemente proteggersi dal commettere le aparadha.

TRE TIPI DI VAISNAVA IN ACCORDO AL BHAGAVATAM: KANISTHA, MADHYAMA, UTTAMA

Nello Srimad Bhagavatam, vengono descritte tre specifiche categorie di Vaisnava. Questi sono i tre versi:

arcayam eva haraye
pujam yah sraddhayehate
na tad-bhaktesu canyesu
sa bhaktah prakrtah smrtah

Srimad-Bhagavatam (11.2.47)

Colui che si impegna nell'adorare le divinità di Bhagavan Sri Hari con una fede ordinaria ricevuta dagli avi o da insegnanti mondani, ma che non si impegna nel servire i devoti di Sri Hari, è un Vaisnava kanistha, ovvero un Vaisnava neofita. In altre parole sta per entrare nella comprensione della scienza della bhakti.

La specifica differenza tra la fede materiale o di tradizione, e la fede basata sulle scritture rivelate (sastriya-sraddha) è che la prima nasce dall'educazione convenzionale e materiale, mentre la sastriya-sraddha, ovvero la fede nei Vaisnava sboccia dalla ferma convinzione nelle parole delle scritture ed è basata sulle prove in esse riscontrabili. E' solo con l'avvento della sastriya-sraddha che la jiva diventa un Vaisnava madhyama, ovvero un Vaisnava di livello intermedio.

Fino a quando la sastriya-sraddha non appare, gli obblighi del sadhaka nel compiere il karma non decrescono. A questo riguardo Sriman Mahaprabhu ha detto: 'suddha-vaisnava nahe, kintu vaisnavera praya'

Tali persone non sono puri Vaisnava, ma assomigliano ai Vaisnava.

Solamente con la genuina associazione di veri Vaisnava, il kanistha, che è una vaisnava-praya-jiva, potrà diventare uno suddha-vaisnava (puro Vaisnava).

Il Vaisnava intermedio:

isvare tad-adhinesu
balisesu dvisatsu ca
prema-maitri-krpopeksa
yah karoti sa madhyamah

Srimad-Bhagavatam (11.2.46)

Colui che offre il suo amore al Signore Supremo, Sri Bhagavan; che è un amico sincero di tutti i Vaisnava; che mostra la sua misericordia agli innocenti e con l'uso appropriato di indifferenza, tolleranza o persino evitando completamente, ignora chi è invidioso di Bhagavan e dei Vaisnava, è un Vaisnava madhyama.

(Gli innocenti è riferito alle jive vaisnava-praya, è cioè a quelle anime che assomigliano ai Vaisnava ma che non sono ancora entrati nella scienza della bhakti.)

In questo modo il Vaisnava madhyama potrebbe mostrare misericordia agli invidiosi, considerandoli ignoranti. Solo il madhyama è qualificato a servire i Vaisnava.

Poichè i Vaisnava kanistha non si impegnano in questo tipo di servizio, non possono essere chiamati Vaisnava; perciò sono chiamati vaisnava-praya (somiglianti ai Vaisnava).

Il devoto più elevato, uttama-vaisnava :

sarva-bhutesu yah pasyed
bhagavad-bhavam atmanah
bhutani bhagavaty atmanyesa
bhagavatottamah

Srimad-Bhagavatam (11.2.45)

Colui che percepisce Sri Bhagavan nel cuore di tutte le anime, e anche nel suo stesso cuore; che sa che tutte le anime sono totalmente sottomesse alla Verità Suprema; e che percepisce che gli abitanti del mondo intero son Vaisnava, è chiamato uttama Vaisnava. Questo Vaisnava non vede alcuna differenza tra un Vaisnava e un non-Vaisnava.

TRE CLASSIFICAZIONI DI VAISNAVA IN ACCORDO AGLI INSEGNAMENTI DI MAHAPRABHU: VAISNAVA, VAISNAVA-TARA E VAISNAVA-TAMA

L'unica conclusione che si può trarre da ciò è che quando i kanistha ottengono la fede nelle scritture (sastriya-sraddha) e diventano qualificati a servire i Vaisnava, sono semplicemente descritti come vaisnava (che possiedono qualità vaisnava) fino a quando non ottengono le altre caratteristiche e qualità del madhyama. I Vaisnava madhyama sono descritti come vaisnava-tara (che possiedono le qualità del Vaisnava ad un grado più profondo). Mentre solo gli uttama sono descritti come vaisnava-tama (che possiedono le qualità del vaisnava al grado superlativo).

E' necessario ragionare sul modo in cui Sriman Mahaprabhu ci introduce a questi tre tipi di Vaisnava:

-Colui che è vaisnava:

ataeva yanra mukhe eka krsna-nama
sei ta’ vaisnava, kariha tanhara sammana

Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila (15.111)

Chi canta il nome di Krsna anche una volta soltanto è un vaisnava (possiede le qualità del vaisnava). Perciò si deve mostrare tutto il rispetto a tale devoto.

(In questo contesto il termine krsna-nama si riferisce allo suddha-nama, che è diverso da nama-aparadha (canto offensivo dei santi nomi) e nama-abhasa (sembianza di santo nome). Suddha-nama è direttamente Krsna, nella sua forma pura e trascendentale di santi nomi.)

-Colui che è un vaisnava-tara:

krsna’-nama nirantara yanhara vadane
sei se vaisnavatara, bhaja tanhara carane

Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila (16.72)

Chi incessantemente canta i santi nomi di Krsna è un vaisnava-tara (possiede qualità vaisnava ad un grado più elevato) e si dovrebbe rendere servizio ai suoi piedi di loto.

-Colui che è un vaisnava-tama:

yanhara darsane mukhe aise krsna-nama
tanhare janiha tumi ‘vaisnava-pradhana’
krama kari’ kahe prabhu ‘vaisnava’-laksana-
‘vaisnava’, ‘vaisnavatara’, ara ‘vaisnavatama’

Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila (16.74–75)

Colui che ispira gli altri a cantare krsna-nama solamente grazie alla sua presenza è un vaisnava-tama (possiede qualità vaisnava al massimo grado) ed è il Vaisnava più elevato.

In questo modo Mahaprabhu spiega i differenti gradi di Vaisnava in sequenza: quelli che sono vaisnava, i vaisnava-tara e i vaisnava-tama, in accordo ai sintomi espressi.

Facendo riferimento agli insegnamenti di Mahaprabhu, chi pronuncia il krsna-nama ha le qualifiche per poter essere chiamato Vaisnava. Tra i kanista bhakta, quelli che sono descritti come vaisnava-praya (somiglianti ai Vaisnava), o anche vaisnava-abhasa (sembianza di Vaisnava) cantano solamente il namabhasa (sembianza del santo nome). Essi non cantano il suddha-nama (puro santo nome). Perciò, coloro che hanno le capacità di cantare il suddha-nama, anche una sola volta, possiedono le qualità vaisnava e sono quindi suddha-vaisnava. Coloro che incessantemente cantano il suddha-nama sono vaisnava-tara e quelli che inducono gli altri a cantare il krsna-nama solo con la loro presenza sono chiamati vaisnava-tama.

CHI CANTA IL SUDDHA NAMA ANCHE UNA SOLA VOLTA, E' UN VAISNAVA

A questo punto ancora una cosa dev' essere considerata. Diventare uno suddha-vaisnava non dipende dal processo dell'accettare diksa (iniziazione cerimoniale). Diksa è il processo con il quale una persona riceve i mantra per adorare Sri Hari nella forma di divintà, e quindi per poter almeno raggiungere il livello di vaisnava-praya.

In termini di effettibità dei santi nomi (nama-tattva), questo tipo di diksa è necessaria. Come Sriman Mahaprabhu ha detto:

prabhu kahe,—“yanra mukhe suni eka-bara
krsna-nama, sei pujya,—srestha sabakara

Sri Caitanya Mahaprabhu rispose: ''Colui che pronuncia anche solo una volta il krsna-nama, merita adorazione come il migliore tra gli esseri umani.''

eka krsna-name kare sarva-papa ksaya
nava-vidha bhakti purna nama haite haya

Persino ponuncindo una singola volta il nome di Krsna si distruggono tutti i peccati. I nove aspetti del servizio devozionale (navadha-bhakti) raggiungono il completamento solo col krsna-nama.

diksa-purascarya-vidhi apeksa na kare
jihva-sparse a-candala sabare uddhare

Non è richiesto di sottoporsi al processo di diksa o di altri riti preparatori per poter cantare il krsna-nama. Semplicemente venendo in contatto con la lingua, il krsna-nama libera chiunque, inclusa la più infima e degradata tipologia umana.

anusanga-phale kare samsarera ksaya
citta akarsiya karaya krsne premodaya

Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila (15.106–109)

Come risultato secondario del canto del krsna-nama, i propri impegni materiali termineranno. Il risultato primario è che la mente ed il cuore del devoto vengono attratti a Krsna e infine Krsna prema appare nel cuore.

ataeva yanra mukhe eka krsna-nama
sei ta’ vaisnava, kariha tanhara sammana

Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila (15.111)

Chi canta il krsna-nama anche una sola volta è considerato un vaisnava; perciò gli va mostrato il massimo rispetto.

LA DIFFERENZA TRA NAMA E NAMABHASA.
QUELLI CHE CANTANO IL NAMABHASA NON SONO VAISNAVA.

La differenza tra nama e namabhasa non è l'argomento sul quale stiamo discutendo. Questo argomento va affrontato in modo più specifico in un altro momento. Per quello che interessa l'attuale ragionamento possiamo dire ciò che segue: quando il krsna-nama viene cantato con sastriya-sraddha, e quindi con sottomissione incondizionata, allora è vero nama. Quando il nama è pronunciato con desideri non volti a rendere Krsna felice (anyabhilasa) oppure quando è oscurato dal jnana (conoscenza arida e impersonale), dal karma (azione volta al proprio interesse) o da vairagya (arida rinuncia), è namabhasa.

Nonostante il canto del namabhasa può concedere ogni risultato, fino all'emancipazione dall'energia materiale (mukti), il Vaisnava canta solo il suddha-nama e non è mai incline verso nessuna forma di namabhasa.

Quando il nama è pronunciato da una persona che è consapevole della sua vera svarupa, e che comprende che nama e nami (il nome e il proprietario del nome) non sono differenti, ed ha realizzato che nama fa la sua apparizione solo nei sensi puri e trascendentali della jiva, solo ed esclusivamente in questo caso è definito nama.

Quando il nama appare sulla lingua di qualcuno anche una singola volta, quella persona diverrà un Vaisnava. Nel momento in cui nama appare, tutti i peccati prarabdha e aprarabdha saranno distrutti. In concomitanza con l'apparizione del nama giunge anche l'amore per Dio.

IL VAISNAVA CHE CANTA IL SUDDHA-NAMA POSSIEDE TUTTE LE MIGLIORI QUALITA'; E' LIBERO DAI PECCATI E NON NUTRE INTERESSE PER AZIONI PIE O EMPIE.

Il Vaisnava è naturalemte adorno di ogni buona caratteristica ed è privo di ogni vizio. Nella Caitanya Caritamrta è scritto:

sarva maha-guna-gana vaisnava-sarire
krsna-bhakte krsnera guna sakali sancare

Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila (22.75)

Tutte le migliori virtù risiedono nel corpo del Vaisnava. Tutte le qualità trascendentali di Krsna sono trasmesse al Suo bhakta.

vidhi-dharma chadi’ bhaje krsnera carana
nisiddha papacare tara kabhu nahe mana

Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila (22.142)

Il Vaisnava adora esclusivamente i piedi di loto di Krsna, quindi nonostante a volte non segua strettamente le regole del varnasrama-dharma (doveri sociali), la sua mente non è mai incline a commettere azioni peccaminose o proibite.

ajnane va haya yadi ‘papa’ upasthita
krsna tanre suddha kare, na karaya prayascitta

Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila (22.143)

Se, in qualche modo, il Vaisnava inconsapevolmente rimane coinvolto in attività peccaminose, Krsna non lo sottoporrà alle regole dell'espiazione, ma Lui stesso lo purificherà.

jnana-vairagyadi—bhaktira kabhu nahe ‘anga’
ahimsa-yama-niyamadi bule krsna-bhakta-sanga

Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila (22.145)

Non si deve mai pensare che la conoscenza o la rinuncia siano degli aspetti della bhakti; tutte le buone qualità come la gentilezza, il controllo sulla mente ed i sensi e l'appropriata rinuncia accompagnano naturalmente il krsna-bhakta.

asat-sanga-tyaga,—ei vaisnava-acara
‘stri-sangi’—eka asadhu, ‘krsnabhakta’ ara

Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila (22.87)

Il giorno in cui il krsna-nama appare, anche una singola volta, si perderà ogni gusto nel compiere le attività peccaminose. Che dire di attività peccaminose, si perderà anche l'interesse nelle attività pie.

Tutte le tre categorie di Vaisnava, e quindi i Vaisnava, i Vaisnava-tara e i Vaisnava-tama, sono privi di qualsiasi forma di contaminazione e senza peccato. Se invece si nota che una persona è incline a compiere attività peccaminose, allora non potrà essere annoverato tra i Vaisnava. Persino i kanistha non hanno inclinazioni per compiere attività pie o empie.

LE PERSONE DEBOLI VEDONO DELLE MANCHEVOLEZZE NEL VAISNAVA IN TRE MODI DIFFERENTI

I puri Vaisnava non possiedono difetti e perciò sono esenti da critiche. Tuttavia quelli che li criticano, li rimproverano e li diffamano sono persone completamente scorrette. Queste persone deboli criticano odiosamente il Vaisnava nei seguenti tre differenti modi:

1) Criticano tutti i difetti che esistevano in una persona prima che la suddha-bhakti si manifestasse in lui. Infatti, non appena compare la bhakti nel cuore, tutti i difetti scompaiono velocemente.

2) Durante il periodo di tempo in cui le propensioni sfavorevoli stanno distruggendossi nel cuore del Vaisnava, le persone deboli prendono l'opportunità di criticarlo per qualche sbaglio o difetto che potrebbe essere ancora presente.

3) Anche se il Vaisnava elevato non è mai incline ad avere un comportamento scorretto, a volte a causa della divina provvidenza, qualche comportamento ingiustificato potrebbe presentarsi. Anche se questo comportamento sbagliato non può mai essere permanente in un Vaisnava, le persone deboli lo criticano per questo.

In questi tre modi gli individui senza cuore si dirigono verso la propria condanna commettendo l'azione di diffamare il Vaisnava. Perciò nel libro Namatattva-ratnamala è scritto:

prag bhakterudyaddosah ksayavasista eva ca
daivotpannasca bhaktanam naivalocyah kadacana
saduddesyamrte yastu mrsapavadameva ca
dosanalocayatyeva sa sadhu-nindakohadhamah

Non dobbiamo mai soffermarci sui difetti di un bhakta, cioè quelli che erano presenti in lui prima che la bhakti nascesse, quelli che sono ancora presenti mentre è in atto il processo della bhakti di purificazione del cuore, e quelli che potrebbero apparire accidentalmente a causa della provvidenza. Chi riflette su uno di questi difetti senza una buona propensione ma con un intento maligno, è un offensore dei santi ed è estremamente degradato.

-Fine prima parte-
tratto dalla M.L. dell'A.V.G.V.
http://www.groups.yahoo.com/group/avgv